PILLOLA GIORNO DOPO/ AL VIA DA STASERA IL 'SERVIZIO DI EMERGENZA'
Associazione Coscioni: per le donne a cui medici negano ricetta
Roma, 13 giu. (Apcom) - E' stato presentato oggi a Milano e a Roma il servizio d'emergenza sulla pillola del giorno, organizzato dall'associazione Luca Coscioni. In pratica, se una struttura pubblica ha negato ad una donna la prescrizione della pillola del giorno dopo, a Roma o a Milano, si può ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta. A Milano il numero di riferimento è il 345.5011223 non stop dalle 18 di oggi pomeriggio fino alle 8 di lunedì mattina e a Roma il 333.9856046 tutti i giorni feriali dalle 9 alle 19 e non stop dalle 9 del sabato mattina fino alle 9 del lunedì mattina. Oltre alla ricetta, le donne riceveranno tutta l'assistenza necessaria per denunciare i medici e le strutture che hanno negato loro "un diritto".
bel Primo Maggio del cazzo quando lavori. l'unica consolazione è che a città semideserta, alle 8 di mattina, le rondini sembravano gridare. per il resto un giorno come un altro. sul bus io, il conducente, giovani verso il concertone e immigrati col carico di merce. mi infilo nel bar per prendere un cornetto e l'ex candidato Grillini, zaino in spalla, sbarbato, profumato di sapone, sorridente e pettinato come un pupo dalla mamma prima della scuola, incolla gli occhialoni sul vetro del bancone. mugugna soddisfatto al profumo di mirtillo surgelato dei croissant, si gode i salamelecchi dei baristi, pacioso come un buddha...
L'avrei preso a pizze in faccia: Uno per tutti, tutti per uno!!
Via della croce
Poterti smembrare coi denti e le mani,
sapere i tuoi occhi bevuti dai cani,
di morire in croce puoi essere grato
a un brav'uomo di nome Pilato."
Ben più della morte che oggi ti vuole,
t'uccide il veleno di queste parole:
le voci dei padri di quei neonati,
da Erode per te trucidati.
Nel lugubre scherno degli abiti nuovi
misurano a gocce il dolore che provi;
trent'anni hanno atteso col fegato in mano,
i rantoli d'un ciarlatano.
Si muovono curve le vedove in testa,
per loro non è un pomeriggio di festa;
si serran le vesti sugli occhi e sul cuore
ma filtra dai veli il dolore:
fedeli umiliate da un credo inumano
che le volle schiave già prima di Abramo,
con riconoscenza ora soffron la pena
di chi perdonò a Maddalena,
di chi con un gesto soltanto fraterno
una nuova indulgenza insegnò al Padreterno,
e guardano in alto, trafitti dal sole,
gli spasimi d'un redentore.
Confusi alla folla ti seguono muti,
sgomenti al pensiero che tu li saluti:
"A redimere il mondo" gli serve pensare,
il tuo sangue può certo bastare.
La semineranno per mare e per terra
tra boschi e città la tua buona novella,
ma questo domani, con fede migliore,
stasera è più forte il terrore.
Nessuno di loro ti grida un addio
per esser scoperto cugino di Dio:
gli apostoli han chiuso le gole alla voce,
fratello che sanguini in croce.
Han volti distesi, già inclini al perdono,
ormai che han veduto il tuo sangue di uomo
fregiarti le membra di rivoli viola,
incapace di nuocere ancora.
Il potere vestito d'umana sembianza,
ormai ti considera morto abbastanza
e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni
degli umili, degli straccioni.
Ma gli occhi dei poveri piangono altrove,
non sono venuti a esibire un dolore
che alla via della croce ha proibito l'ingresso
a chi ti ama come se stesso.
Sono pallidi al volto, scavati al torace,
non hanno la faccia di chi si compiace
dei gesti che ormai ti propone il dolore,
eppure hanno un posto d'onore.
Non hanno negli occhi scintille di pena.
Non sono stupiti a vederti la schiena
piegata dal legno che a stento trascini,
eppure ti stanno vicini.
Perdonali se non ti lasciano solo,
se sanno morir sulla croce anche loro,
a piangerli sotto non han che le madri,
in fondo, son solo due ladri.
...VOCI POTENTI PER IL VAFFANCULO...
http://it.youtube.com/watch?v=_RFOdJmBlz8
e che sia un buono giorno!
E’ il dettaglio che fa la differenza. Ho sguardo fulmineo, micidiale.
Attraverso stati d’animo altrui, a passo veloce. O è forse il mio?
Femminili dolci occhi africani, un bondì al cacao a piccoli morsi, passo lento e incerto.
Malinconico altrove.
Una visiera calata, un volto segnato, una lingua morbida, un pezzo di pizza mandato giù come fosse un’ostrica.
Sensuale cupidigia.
Il richiamo di una bella bimba bionda, un negozio a Fontana di Trevi: ‘Sara!!’
Identità precoce.
Un calcio veloce, di prima, a un topo affamato pronto a infilarsi in un bar.
Sopravvivenza metropolitana.
Ci aggiungo cicche gettate in terra a formare casuali geometrie.
Piccioni in piroetta di fronte agli occhi.
Turisti zombie da scartare al volo fino al game over.
Silenzio da acquario domenicale.
Strade poco battute profumate di pasta e fagioli.
Affanni e mantelli d’oro hi-tech per i maratoneti improvvisati
Certe volte, Roma basta e avanza
Raggiungere il lavoro è un breve, intenso viaggio
...estrema sintonia col pensiero di Revelli
La disumana non-notizia
di Marco Revelli
(fonte: il manifestro)
La parola impronunciabile - quella che dovrebbe far scattare chiunque, con un senso di allarme istintivo - è stata pronunciata, in un'aula di tribunale. E non dagli avvocati: dai Pubblici ministeri. Connessa a fatti specifici. A ben individuati imputati. Documentata. Certificata da testimonianze giurate e giudicate vere da una magistratura di solito avara, quando si tratta di «organi dello Stato».
«La tortura è stata molto vicina a Bolzaneto - ha detto la Pm Petruzziello - In quelle ore si è verificata una grave compromissione dei diritti umani». Nel nostro paese sono state praticate, a livello di massa, su oltre 200 persone, con continuità e ostentazione, sevizie, umiliazioni, crudeltà che rientrano tra gli atti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Non è una notizia, questa?
No, a leggere i grandi quotidiani italiani. L'ho cercata a lungo, quasi incredulo, quella notizia - almeno un titoletto, qualche riga, un corsivo, un piccolo editoriale... - sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica, che pure, il giorno prima, in un'anticipazione della requisitoria (a pagina 16!) aveva parlato di «trattamenti inumani e degradanti...., dita spezzate, pugni, calci, manganellate su persone inermi, bruciature con accendini e mozziconi di sigaretta, bastonate sulle piante dei piedi; teste sbattute contro i muri, taglio di capelli, volti spinti nella tazza del water...». E che mercoledì non ne parla più - un compito già svolto, un fatto già archiviato -, mentre il Corriere la confina a pagina 23, come se si trattasse di cronaca nera, e la Stampa a pagina 20 (con almeno un piccolo richiamo in prima). Per i giovani di Bolzaneto, per i loro oltraggi subìti, non si scomodano gli opinion leader, i Panebianco, i Galli della Loggia, e nemmeno gli Scalfari o le Annunziata. De minimis non curat praetor. È più importante il gossip su Ciarrapico (prima pagina di tutti), sulle squillo del governatore di New York (in prima di Repubblica), sulla moglie di Mastella ...
Non è nemmeno un fatto politico?
Ancora una volta no, a porgere l'orecchio al brusio che viene da questa orribile campagna elettorale, tutta all'insegna della virtualità e della simbolizzazione. Evidentemente quei corpi umiliati, quei ragazzi profanati alla loro prima esperienza d'impegno pubblico, non sono simboli sufficientemente maneggiabili, né utili nello spazio degradato della competizione senza principii. Meglio il faccione di Calearo, i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le boutades sulla castrazione chimica di Veltroni, la rincorsa ai santini distribuiti da Ruini. Fanno più colore. «Funzionano», «tirano», come si dice adesso.
Qualcuno ha sentito un solo fiato, al centro o da quello che si chiamava fino a ieri il centro-sinistra (lasciamo andare la destra, che quelle torture le ha favorite, le ha prodotte e le ha coperte...), sullo scandalo di Bolzaneto? Sul nostro senso civile finito sotto i tacchi degli anfibi dei medici aguzzini e dei secondini sadici, in una caserma della Repubblica? Quegli stessi che ancora pochi mesi fa guidavano la caccia ai mendicanti e ai lavavetri in nome della legalità, e si stracciavano le vesti di fronte a un migrante privo di permesso di soggiorno, hanno obiettato qualcosa per quegli uomini in divisa che colpivano le ferite aperte, minacciavano di stupro ragazzine minorenni, piegavano a colpi di bastone adolescenti ridotti all'impotenza?
Eventi come questi non sono indolori. Scavano un solco. Tracciano un confine. D'ora in poi sarà sempre più difficile mantenere anche solo un terreno di discorso possibile, e aperto, tra queste due Italie: quella piccola, esile, minoritaria fin che si vuole, che non ci sta a digerire tutto, anche il disumano, e quella disposta ormai a passare su tutto e che tutto accetta come «normale». Sarà sempre più difficile continuare a credere anche solo a una riga delle infinite colonne di piombo, e delle stucchevoli prediche sulla nostra bella democrazia, che ci ammanniscono sui giornali. Sarà sempre più difficile, quasi impossibile, continuare ad affidare anche solo un brandello dei nostri progetti e delle nostre speranze a un qualche settore di questo ceto politico indifferente a tutto tranne che a se stesso. Insomma, sarà sempre più difficile sentirsi parte, anche piccola, di un medesimo paese.
Saremo apolidi, forse. O esuli mentali. Può darsi che sia questo l'estremo approdo del bradisismo che si è innescato in questa tormentata transizione italiana: la fuoriuscita dell'Altra Italia dall'Italia ufficiale. La chiusura definitiva del ciclo apertosi col 1945, e protrattosi per oltre un sessantennio. Non lo so. Ma una cosa è certa: d'ora in poi nessuno si permetta più di farci, dall'alto di un qualche luogo «istituzionale» o da qualche organo di stampa, la predica sul «bene comune», sull'«impegno civile», e della «buona cittadinanza». Perché ogni legittimazione è finita.


Quattro gatti attorno al biliardino
pupille dilatate, a caccia di palline
Stato brado, però ben aggrappati...
L'africano non è nero, è colorato
Il 'Bangladesh', fede, occhi cupi, sorrisi, è sprecato:
andrebbe impiegato per la rivoluzione
Gli italiani lavorano di fino:
pensiero, azione.
Conseguente rosicata
(Fanfulla101)
QUINDI, ABORTO
DOPPIAMENTE
GIUSTIFICATO!
ABORTO/ FERRARA:
HO LA SINDROME DI KLINEFELTER, COME FETO NAPOLI
"Provoca testicoli piccoli, pubblicherò la foto dei miei"
Roma, 14 feb. (Apcom) - Giuliano Ferrara copme il feto abortito a Napoli dalla signora che è stata poi interrogata dalla polizia: è lo stesso direttore del Foglio ad avanzare il paragone, nel corso della trasmissione 'Panorama del giorno' su Canale 5. "Farò le analisi - annuncia il promotore della lista 'per la vita' - perché penso di avere la sindrome di Klinefelter". Secondo Ferrara la sindrome che era stata diagnosticata a Napoli "provoca testicoli piccoli e mammelle grandi: io ce le ho. La gente con la sindrome di Klinefelter fa una vita normale". Ferrara conferma l'intenzione di presentarsi alle elezioni: "Ho spiegato a Berlusconi che la mia non è un'altra lista, è un'altra cosa", e l'impegno elettorale lo finanzierà con soldi suoi: "Con un primo assegno di 250mila euro, di cui pubblicherò la foto sul giornale, insieme a quella dei miei testicoli...".
Che meraviglia sto stato d'animo
Rap francese nelle orecchie
Roma, che se guardi bene, è tutto il mondo
Il suo sorriso stampato sulla pelle
La voglia di scrivere che torna
Non un uomo, ma un bel viaggio adda' venire
Porto, nave...
Appunti di mezzanotte
E' così che comincio l'anno. Con taccuino e penna biro in tasca.
Ondeggiando, un po' appresso alla musica, un po' no.
Congratulandomi con me stessa per aver pensato in tempo di ripporre il fumo in una tasca più sicura e a portata di mano. Sto perdendo il controllo, ho nello stomaco spettri.
Piscio al gelo, senza preoccuparmi di essere vista.
Anzi, semmai, con la speranza di essere beccata.
Che cielo...
BUON ANNO A TUTTI
contro la violenza sulle donne
Corteo ore 14:00
Piazza della Repubblica
Percorso:
VIA EINAUDI
PIAZZA DEI CINQUECENTO
VIA CAVOUR
LARGO RICCI
VIA DEI FORI IMPERIALI
PIAZZA VENEZIA
VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE
LARGO DI TORRE ARGENTINA
CORSO VITTORIO EMANUELE
VIA DELLA CUCCAGNA
PIAZZA NAVONA
sebbenchesiamodonneeeee
pauranonabbiamoooooooooooooooooooooo